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  GianMicheleNonne [ Destra e Dintorni ]
         

Sono sempre più indotto a credere che il filosofo, come uomo necessario del domani e del dopodomani, si sia trovato in ogni tempo in contraddizione con il suo oggi: il suo nemico fu ogni volta l'ideale dell'oggi.
Nietzsche



"Invece di definirsi per ciò che è, la destra ha finito per essere ciò che non è,
una strategia suicida" 
"Il progresso è ormai il terreno della destra, mentre il conservatorismo lo è della sinistra"
Nicolas Sarkozy

"........la destra che rifiuta la macchiettizzazione della sinistra,
che si libera da complessi di inferiorità e sindromi
da legittimazione è ciò che mi avvicina
certamente a Sarkozy”.
Gianfranco Fini

"Resta per me un'esperienza indimenticabile il concerto di Bach diretto da Leonard Bernstein a Monaco di Baviera dopo la precoce scomparsa di Karl Richter. Ero seduto accanto al vescovo evangelico Hanselmann. Quando l'ultima nota di una delle grandi Thomas-Kantor-Kantaten si spense trionfalmente, volgemmo lo sguardo spontaneamente l'uno all'altro e altrettanto spontaneamente ci dicemmo:- "Chi ha ascoltato questo, sa che la fede è vera".

Benedetto XVI,


 

“L’unica cultura che riconosco
E’ quella delle idee che diventano azioni”
E.Pound Gian Michele Nonne

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21 novembre 2007

Dorgali tra crisi e rinnovamento (articolo tratto dal giornalino del Comune di Dorgali "Bardia")

 

Dorgali, è un paese noto in tutta la Sardegna e non soltanto per il suo splendido territorio, per la bontà dei prodotti della sua terra e per l’opera dei suoi validissimi artigiani. Fino a qualche anno fa, quest’idea positiva di paese sereno ed operoso era condivisa da noi dorgalesi,oggi non è più così.

Episodi delinquenziali più o meno gravi si susseguono senza soluzione di continuità, e senza che nessun responsabile ne risponda alla giustizia, mentre aumenta sempre più il senso di impunità. Agire fuori dalla sfera della legalità, in forza di quell’aura mitica che circondava i cosiddetti “banditi”, era vissuto da alcuni settori della società come un fenomeno spiegabile in base a specifiche condizioni materiali. Oggi questo sentimento romantico è venuto a mancare, in quanto coloro che delinquono infrangono, sistematicamente, quel codice non scritto, che prescriveva precisi limiti, oltre i quali non si doveva andare, limiti che sono stati via via superati nella più assoluta mancanza di rispetto per le persone e le cose. Per contro la società civile è lontana da coloro che delinquono, ciononostante, questa distanza non si trasforma in azione volta a garantire ordine e legalità.

Di fronte ad una situazione di questo tipo, è facile perdersi in argomentazioni demagogiche. Una certa parte politica liquida l’argomento asserendo che la responsabilità sia della società, e quindi sia necessario agire innanzitutto su di essa. Un approccio di questo tipo ha il difetto di deresponsabilizzare i singoli, diluendo la causa dei reati in quell’unico soggetto indifferenziato che è la società. La delinquenza viene ad essere così più soggetta ad un’opera di comprensione che di repressione, la sociologia finisce per sostituire la giustizia.

Le istituzioni, dovrebbero cogliere la voglia di ordine e legalità che si manifesta nella società. Di fronte al deterioramento del tessuto sociale, le risposte delle istituzioni non sono efficaci, il quadro normativo è decisamente permissivo, mentre all’interno delle stesse istituzioni, domina una logica nichilista.

Ritengo sia necessario ripensare la società a partire dal senso di responsabilità di ognuno, nessuno escluso, non come un soggetto indistinto dove nascondere l’ignavia della classe dirigente, ma come un soggetto composto di più parti, dove ognuna contribuisce responsabilmente al benessere e allo sviluppo dell’intero corpo sociale. Questo è possibile solo se si va oltre il relativismo e il nichilismo imperante; la società e i gruppi che la compongono, devono, pena un progressivo decadimento, riappropriarsi di quella cornice valoriale, che ci viene direttamente dalla Cristianità , dalla Romanità e dalla Grecità.

Aldilà di questa breve riflessione, che di certo non può esaurire l’argomento, viene da chiedersi come mai l’attuale Amministrazione, che in campagna elettorale aveva dichiarato di volersi porre in netta discontinuità con la precedente proprio sui problemi sociali, non abbia finora attuato una qualche azione degna di nota. Di fronte ad una situazione di quasi emergenza, si risponde con l’ordinaria amministrazione, quasi che non se ne colga la gravità. È stata promessa la creazione di un “Osservatorio Giovanile”, così da poter meglio monitorare e agire sulle devianze giovanili. Ad oggi, mi risulta che sia presente solo la devianza, per l’”Osservatorio”, probabilmente, bisognerà aspettare la prossima campagna elettorale.

Per ciò che concerne l’Arma dei Carabinieri, nel giro di pochi mesi abbiamo assistito silenziosamente ad un discutibile e quanto mai repentino avvicendamento di gran parte dell’organico. Vista la criticità della situazione, sarebbe stato opportuno adoperarsi per un avvicendamento più graduale del personale, così da avere un passaggio delle consegne sostanziale e non formale; una maggior attenzione da parte dell’Amministrazione sarebbe stata auspicabile.

Al Comune di Olbia è stato creato da poco l’Assessorato alla Sicurezza e Politiche dell’Integrazione, con deleghe sulla Polizia Municipale, Protezione Civile, Politiche e interventi per l’accoglienza e l’integrazione; sarà questa nuova figura istituzionale a rappresentare il Comune in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza. Creare in ambito Comunale una delega di questo tipo non è da considerarsi la panacea, ma segno tangibile di un’attenzione che le istituzioni comunali più avvedute hanno nei confronti dei problemi più drammatici della società.

Mi auguro che questa mia proposta, assieme alla sollecitazione sull’”Osservatorio Giovanile”, non cadano nel dimenticatoio, i tempi oramai sono maturi e non consentono di attendere ancora.


Gianmichele Nonne




permalink | inviato da gianmichelenonne il 21/11/2007 alle 22:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



6 giugno 2007

Bilancio politico di un anno all’opposizione


 

A quasi un anno dalla sconfitta elettorale, vorrei tracciare un bilancio politico del periodo trascosrso. La mia azione, ahimé,  si è contraddistinta nell’aver più di una volta infastidito l’attuale amministrazione comunale, certo, non era tra i miei obiettivi renderla tale, tuttavia le politiche regionali e nazionali non danno altra possibilità se non la via della denuncia. Purtroppo oggi le decisioni più importanti in termini di pianificazione territoriale e ambientale vengono prese a Cagliari e a Roma. Ai Consigli Comunali rimane ben poco spazio di manovra, in particolare per quelli guidati dal centro-sinistra, rilevo tristemente,  un appiattimento sulle decisioni prese dalle attuali maggioranze regionali e nazionali, senza mai un sussulto di diniego ma in atteggiamento attendista e fiducioso, verso qualcosa, meglio noto come sviluppo sostenibile e progresso, che secondo il nostro Governatore Soru dovrebbe compiersi da qua a poco. Ma niente di tutto ciò si prefigura all’orizzonte.


Il leader di questa maggioranza, produce delibere vincolistiche e ideologicamente distorte, nate nella solitudine del suo “gabinetto”, probabilmente parte di un rito arcano-tecnologico che manifesta la solitudine e l’arbitrario di un uomo che si professa un guru della comunicazione, ma non coinvolge nessuno nel dialogo, e lo riduce, di conseguenza, ad un solipsistico monologo. Di lui rimangono i proclami incantatori della campagna elettorale, e poi, via via, una serie di azioni destabilizzanti e difficilmente metabolizzabili dai Sardi.


La lista è lunga, si va dalla pletora di nuove tasse per turisti e sardi non residenti, all’affossamento della formazione in Sardegna, dal chiaccherificio senza portafoglio della tanto attesa progettazione integrata, alla mancanza di una reale e tangibile politica agricola, dal piano paesaggistico che vuole mortificare l’edilizia (Soru ha consigliato, “elegantemente”, di spostare il comparto edile in Algeria, il comparto ringrazia di questo prezioso consiglio, e rispedisce al mittente), fino all’ultima secrezione biliare di quest’uomo, la delibera del 7/03/07 sulla nuova perimetrazione delle Zone di Protezione Speciale.
È vero al peggio non c’è mai fine, tuttavia stavolta ha superato se stesso, la nuova perimetrazione delle Zone di Protezione Speciale, che supera di sei volte quella del vecchio Parco del Gennargentu, pur mantenendone i medesimi vincoli, rende circa metà del territorio di Dorgali non fruibile dai cittadini. Prelievo del legnatico, escursioni in mare e a piedi, arrampicata, pesca, caccia, e tutte le attività che insistono nelle aree  vincolate saranno vietate o fortemente limitate.
È vero, anziché fare escursioni via terra o via mare potremmo spostarci nel cyberspazio, visitando virtualmente Cala Luna e Tiscali ©®™, i pescatori potrebbero vendere le loro barche e fare trading on line spostando comodamente da casa tonnellate di pesce acquistato nel Malawi a Bangkok via mare, lavorarlo poi in Uzbekistan, cosìcche dopo aver fatto il giro del mondo, avremmo nelle nostre case un prodotto fresco, la cui tanto auspicata tracciabilità per poter essere ripercorsa ci impegnerebbe mezza giornata con l’ausilio di un buon atlante. Per quanto riguarda la caccia, Mamma Regione e il Ministro Pecoraro Scanio stanno pensando di dotare i cacciatori più virtuosi, di fucili di ultima generazione noti come “mori muscas” iper silenziati, per gli altri rimane la possibilità di fare i “canarzos”, con l’obbligo di non gridare per non stressare il “marangone dal ciuffo”.

A queste azioni del Governatore, mi sarebbe piaciuto sentire qualche volta la voce dissonante dell’amministrazione comunale, che pensando al bene dei propri cittadini dicesse NO  alle tante ingerenze ed abusi della R.A.S., che di fatto ci stanno via via impoverendo, creando una situazione di tensione e di sfiducia nel futuro, e che,  non potranno non lasciare un segno negativo nella società Dorgalese e Sarda in genere. Credo che la nostra amministrazione e le amministrazioni tutte debbano alzare la voce, in modo da rigettare non un singolo provvedimento, ma questo modo di far politica. Che parte da una concezione antropo-negativa, passa per una serie di alchimie contabili che irridono al principio di competenza senza dare risposte alle concrete esigenze finanziarie dei comuni, fino ad arrivare ad una concezione integralista dell’ambiente che esclude l’uomo e le sue attività dal territorio, il tutto condito da  un autoritarismo che esclude a priori qualsiasi confronto.
Ritengo che la Sardegna non meriti una simile politica, i dorgalesi, i sardi hanno dimostrato negli anni di amare e rispettare la loro terra, in quanto ne sono intrinsecamente legati. Purtroppo, questo sentimento la Soru SPA and Friends lo ha scientificamente rinnegato con tutte le sue azioni, non che non ci siano stati errori nel passato, ma questi, francamente, non legittimano un tale iper-giustizialismo.

Vogliono, queste mie parole, essere uno sguardo disincantato e politicamente scorretto dell’orizzonte politico su cui insiste l’amministrazione dorgalese. Vigilerò con attenzione sull’evolvere della situazione e non farò di certo mancare il mio contributo.




permalink | inviato da il 6/6/2007 alle 20:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


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