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  GianMicheleNonne [ Destra e Dintorni ]
         

Sono sempre più indotto a credere che il filosofo, come uomo necessario del domani e del dopodomani, si sia trovato in ogni tempo in contraddizione con il suo oggi: il suo nemico fu ogni volta l'ideale dell'oggi.
Nietzsche



"Invece di definirsi per ciò che è, la destra ha finito per essere ciò che non è,
una strategia suicida" 
"Il progresso è ormai il terreno della destra, mentre il conservatorismo lo è della sinistra"
Nicolas Sarkozy

"........la destra che rifiuta la macchiettizzazione della sinistra,
che si libera da complessi di inferiorità e sindromi
da legittimazione è ciò che mi avvicina
certamente a Sarkozy”.
Gianfranco Fini

"Resta per me un'esperienza indimenticabile il concerto di Bach diretto da Leonard Bernstein a Monaco di Baviera dopo la precoce scomparsa di Karl Richter. Ero seduto accanto al vescovo evangelico Hanselmann. Quando l'ultima nota di una delle grandi Thomas-Kantor-Kantaten si spense trionfalmente, volgemmo lo sguardo spontaneamente l'uno all'altro e altrettanto spontaneamente ci dicemmo:- "Chi ha ascoltato questo, sa che la fede è vera".

Benedetto XVI,


 

“L’unica cultura che riconosco
E’ quella delle idee che diventano azioni”
E.Pound Gian Michele Nonne

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25 maggio 2010

Dorgali. Cesti per la raccolta dei rifiuti, è polemica L’opposizione attacca: «Sono inadeguati»

Dorgali. Cesti per la raccolta dei rifiuti, è polemica L’opposizione attacca: «Sono inadeguati»

Dorgali. Replica il sindaco: ce li ha forniti la società che ha vinto l’appalto 

DORGALI. Interrogazione del consigliere di minoranza Gian Michele Nonne sull’acquisto e l’utilizzo di cestini per la raccolta dei rifiuti a Cala Gonone. «Come mai - chiede Nonne - i cestini dei rifiuti acquistati e posizionati a Cala Gonone, non consentono la differenziazione dei rifiuti, in quanto dotati di un unico recipiente? Sarebbe stato opportuno, visto il regime di raccolta differenziata, acquistare dei cesti che avessero al proprio interno una ripartizione tale da permettere il frazionamento dei rifiuti. Inoltre - aggiunge - i cestini acquistati dall’amministrazione oltre a non consentire la differenziazione dei rifiuti, sono poco capienti».
«Si ha impressione - risponde a proposito il sindaco Antonio Testone - che la manìa di protagonismo del consigliere Nonne faccia a volte premio sulla realtà e sulla consistenza dei fatti. Se avesse avuto la bontà di informarsi correttamente avrebbe saputo che non abbiamo acquistato nessun cestino. Questi infatti fanno parte integrante dell’offerta della società Adaimeri che ha vinto l’appalto per la raccolta differenziata. Si tratta - aggiunge Testone - di 120 cestini che era doveroso e giusto posizionare come abbiamo fatto». (n.mugg.)




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25 maggio 2010

Dorgali. Cesti per la raccolta dei rifiuti, è polemica L’opposizione attacca: «Sono inadeguati»

Dorgali. Cesti per la raccolta dei rifiuti, è polemica L’opposizione attacca: «Sono inadeguati»

Dorgali. Replica il sindaco: ce li ha forniti la società che ha vinto l’appalto 

DORGALI. Interrogazione del consigliere di minoranza Gian Michele Nonne sull’acquisto e l’utilizzo di cestini per la raccolta dei rifiuti a Cala Gonone. «Come mai - chiede Nonne - i cestini dei rifiuti acquistati e posizionati a Cala Gonone, non consentono la differenziazione dei rifiuti, in quanto dotati di un unico recipiente? Sarebbe stato opportuno, visto il regime di raccolta differenziata, acquistare dei cesti che avessero al proprio interno una ripartizione tale da permettere il frazionamento dei rifiuti. Inoltre - aggiunge - i cestini acquistati dall’amministrazione oltre a non consentire la differenziazione dei rifiuti, sono poco capienti».
«Si ha impressione - risponde a proposito il sindaco Antonio Testone - che la manìa di protagonismo del consigliere Nonne faccia a volte premio sulla realtà e sulla consistenza dei fatti. Se avesse avuto la bontà di informarsi correttamente avrebbe saputo che non abbiamo acquistato nessun cestino. Questi infatti fanno parte integrante dell’offerta della società Adaimeri che ha vinto l’appalto per la raccolta differenziata. Si tratta - aggiunge Testone - di 120 cestini che era doveroso e giusto posizionare come abbiamo fatto». (n.mugg.)




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22 maggio 2010

Unione Sarda: Dorgali L'opposizione contesta i nuovi cestini dei rifiuti

Dorgali

L'opposizione contesta i nuovi cestini dei rifiuti

Sabato 22 maggio 2010
Inuovi cestini per i rifiuti, posizionati da poche settimane sia a Dorgali che a Cala Gonone, sono oggetto di un'interrogazione del consigliere Gian Michele Nonne al sindaco.
«Tali contenitori non consentono la differenziazione dei rifiuti in quanto dotati di un unico recipiente - scrive il consigliere - sarebbe stato opportuno, visto il regime di raccolta differenziata, acquistare dei cestini che permettessero il frazionamento dei rifiuti. Inoltre i cestini vengono riempiti con ogni genere di rifiuto e date le loro esigue dimensioni finiscono per traboccare sporcando di conseguenza la strada».
L'assessore ai lavori pubblici Antonietta Fancello: «Il problema è la maleducazione delle persone di chi deposita nei cestini anche i sacchetti della spazzatura».
SONIA MELONI




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17 aprile 2010

Comunicato Stampa: Selezione del Personale Acquario di Cala Gonone

Martedì  13 durante ilConsiglio Comunale, nel dibattito sulla gestione dell’acquario di Cala Gonone,  si è fatto cenno dell’imminente selezione delpersonale da impiegare nella nuova struttura.

L’amministrazione ha dichiarato che parte del personale,proverrà dall’Acquario di Genova,  eparte verrà selezionata in loco.

Il Sindaco inoltre ha dichiarato che i curriculum, degliaspiranti dorgalesi, che  sono stati inviatialla Costa Edutainment spa di Genova, sono quelli che sono pervenuti nell’ultimoanno al Comune di Dorgali finalizzati alla selezione per personale del nuovoacquario.

Inoltre, sempre a detta del Sindaco, i termini per lapartecipazione alla selezione sarebbero ancora aperti, quindi chi volesse,potrebbe inviare o protocollare la domanda presso il Comune.

Tuttavia nelle ultime ore, coloro che si sono avvicinati alComune per recapitare il loro curriculum, si son visti respingere le proprielegittime istanze, ricevendo quindi , delle risposte non conformi alledichiarazioni del Sindaco.

Si chiede pertanto che, l’Amministrazione dia un ulteriorechiarimento, sulle modalità di selezione del personale del nuovo Acquario e, senecessario, impartire nuove direttive per il recepimento degli stessi presso lacasa comunale.

Qualora l’Amministrazione non intenda dare le giusterisposte, alle legittime istanze ed aspettative dei tanti ragazzi di Dorgali, facendofede alla dichiarazione del Sindaco sull’apertura dei termini della selezionedel personale, chi vuole può mandare il proprio curriculum a:

Costa Edutainment S.p.A.

      Acquario di Genova 
      Area Porto Antico
      Ponte Spinola
      16128 Genova

      tel.010/23451
      fax 010/256160

job@acquariodigenova.it

 

 

Gianmichele Nonne

Consigliere Comunale PdL




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7 febbraio 2010

Paolo Maninchedda sulla vertenza Alcoa, ma più in generale sulla vertenza Sardegna

Consiglio Regionale della Sardegna
Servizio Resoconti
Copia provvisoria non revisionata

Seduta n. 97 del 04/03/2010

Intervento del consigliere MANINCHEDDA

MANINCHEDDA (P.S.d’Az.). 

Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero
di mantenere, al termine del mio intervento, lo stesso grado di amicizia che dovrebbe
sempre contraddistinguer i rapporti politici, ma che spesso viene incrinato quando un
uomo politico accetta di dire la verità senza mediazioni.
Io credo che nelle parole del Presidente, tra le righe, e in ciò che ha detto
l’onorevole Vargiu, si colga un elemento ineludibile di questi giorni: non abbiamo
più tempo.
Noi stiamo vivendo una crisi della Sardegna che non consente dilazioni.
Secondo elemento che penso caratterizzi la sensazione che proviamo noi tutti
nell’imminenza di uno sciopero generale: noi non possiamo attardarci in descrizioni
della situazione sarda sul tipo e sul modello di quelle che fanno i miei colleghi
dell’Università. La gente non attende da noi che sappiamo la lezione sulla crisi della
Sardegna, per cui io mi atterrò a una regola: provo a dire cosa farei, provo a dire qual
è il nostro dovere.

Il primo dovere di chi fa politica e di chi governa è quello di essere
consapevole di quali sono gli strumenti per intervenire sulla realtà. Noi abbiamo
manovrato formalmente, nella legge di bilancio, 9 miliardi di euro circa, ma in realtà
sappiamo di aver manovrato solo 300 milioni di euro.
Il nostro dovere è liberare risorse.
Noi abbiamo un monte residui così alto che è un insulto per quelli che
domani scenderanno in piazza, perché la percezione che hanno è che abbiamo i soldi
e non li spendiamo!
Allora, qual è il compito della politica?
Noi abbiamo una Regione che non funziona, signor Presidente, e quando le
cose non funzionano si cambia chi governa i meccanismi inceppati.
Noi abbiamo direzioni generali che non fanno nulla, che non sanno fare e non
fanno fare e che bloccano la spesa! Noi abbiamo funzionari regionali che quando si
discute con loro sono maestri nel porre problemi, ma non nel risolverli! Nella
percezione della gente loro non sono responsabili, io sono responsabile!

Una specialità della politica sarda è sbagliare la scelta delle persone e questo
comporta il risultato che abbiamo. Allora, primo: quando le cose non funzionano e ci
sono centri di responsabilità identificabili, si cambino i responsabili. Io sono di
questo avviso, io sono di questo avviso.
Secondo. Noi dobbiamo liberare risorse, ma nella fattispecie non stiamo
aggredendo i centri di dispersione delle risorse. Parlo della sanità inizialmente, ma
potrei citarne delle altre. Non è possibile per noi constatare che, per esempio, una
ASL della Sardegna ha firmato nei tempi passati, non troppo lontani, convenzioni
con RSA in cui la Regione paga vuoto per pieno. Non è possibile! Noi sulla sanità
dobbiamo fare chiarezza rapidamente e liberare risorse, non è assolutamente vero che
tutta la spesa è giustificata. Non è vero. Non è vero. Se non interveniamo
rapidamente, non liberiamo risorse.
Ancora: sul versante delle entrate è realmente vero che la vertenza entrate
debba essere impostata come l’abbiamo impostata fino ad oggi? Voglio ricordare –
lo ricordo al Presidente della Regione perché, impegnato nella vertenza industriale,
forse questo aspetto non lo ha colto – voglio ricordare che il Presidente della

Provincia di Trento ha dichiarato pubblicamente che la loro trattativa riservata con lo
Stato sulle entrate ha prodotto, perché l’hanno fatta riservata e prima delle altre
Regioni, un vantaggio che diversamente la Provincia di Trento non avrebbe ottenuto.
Cioè, noi viviamo in uno Stato dove chi arriva prima prende più e prima degli altri; è
accaduto che per la Provincia di Trento il Governo ha disciplinato la transizione dal
vecchio regime delle entrate al nuovo in questi termini – lo dico ai colleghi –: mentre
la Regione autonoma della Sardegna, con l’accordo fatto in solitudine dal presidente
Soru - a differenza della Provincia di Trento è andata a trattare con una burocrazia di
altissimo livello che noi non possiamo esibire perché non l’abbiamo, non l’abbiamo -
la provincia di Trento ha ottenuto per nove anni 400 milioni all’anno per la
transizione, noi abbiamo ottenuto 25 milioni in vent’anni, all’anno. Ed è solo uno
degli aspetti, solo uno. Noi abbiamo un Governo che ci impugna le leggi sui precari e
accetta che la legge statutaria della Regione Lombardia inizi dicendo: “La Lombardia
è una Regione autonoma”, cioè la Lombardia si è autoproclamata autonoma e lo
Stato non ha detto mezza parola, mezza parola; noi facciamo una leggina sul
precariato e ce la vediamo impugnata. Noi andiamo a trattare sulla scuola, la Regione

Lombardia strappa tutta una serie di cose, la Regione Sardegna no! E non perché non
le abbia chieste (noi sardisti siamo vigili e presenti sugli aspetti della scuola).
Allora: abbiamo a che fare sul versante delle entrate e delle opportunità nel
rapporto col Governo, di un livello soddisfacente del nostro impegno?
Io credo di no.
Io credo di no.
Noi come classe politica dobbiamo mettere in campo forza, su questo ha
ragione il Presidente di chiedere l’unità, perché la Lombardia dimostra che se c’è una
forza dietro una regione, non c’è Costituzione o cavillo che tenga perché sanno chi
c’è dietro il Presidente di quella Regione.
Bisogna mettere in campo forza politica per vedere riconosciute le proprie
possibilità. Noi non siamo stati in grado di mettere con forza questo peso.
Altro esempio: mi auguro che i 60 milioni derivanti dagli 800 milioni sulle
opere minori del FAS, non vengano programmate da un solo Ministro della
Repubblica italiana senza consultare la Regione autonoma della Sardegna, perché
allora il Partito Sardo d’Azione avrà modo di manifestare la sua forza. Quei 60

milioni dei fondi FAS sulle opere minori devono essere discusse e gestite nella
programmazione dalla Regione sarda e non ci devono essere consiglieri regionali
della Regione sarda che hanno un accesso diretto a un Ministro il quale, a sua volta,
si preclude al rapporto col Governo della Sardegna, perché allora abbiamo a che fare
con meccanismi che sono esattamente quelli che hanno sempre affossato la
Sardegna.
Poi c’è la parte che riguarda noi.
Noi siamo specializzati nel distribuire la ricchezza, ma nel produrla lo siamo
molto meno.
Il Presidente ha detto una cosa che io condivido: noi decidiamo, o se volete,
continuiamo a essere prigionieri del passato o tiriamo una linea e diciamo: “Da ora in
poi si cambia”?
Non lo può fare da solo il Governo regionale, non lo può fare, non lo può
fare. Non può essere una decisione del Governo regionale, non può dire lui da solo:
“Via l’Alcoa”. Io lo dico, io lo dico, perché preferisco dire: “Io inizio un processo

definitivo – come diceva l’onorevole Vargiu – nel quale mi libero dell’industria
pesante e inizio un processo di riconversione, però lo inizio”!
Nessun governo regionale ha avuto questo coraggio.
Arriverà il momento in cui nessun governo regionale avrà le risorse per
continuare a mantenere in piedi quel sistema. Cosa facciamo dinanzi alla
provocazione del Presidente? Il Presidente ha detto: “Dobbiamo cambiare, siamo
uniti o non siamo uniti?” Se siamo uniti allora abbiamo un'altra strada da fare. Come
si produce ricchezza? Noi dobbiamo deciderlo.
Abbiamo una vertenza che è una vertenza fiscale. Un'impresa non può
accumulare ricchezza in Sardegna finché rimane questa pressione fiscale. Però noi
possiamo fare delle cose in questo Consiglio regionale.
Potremmo per esempio nel prossimo collegato delegificare le leggi di
incentivazione, decidere che ne facciamo solo due: una per il de minimis e un’altra in
cui trasformare tutte le leggi di incentivazione da procedure per dare contributi in
procedure per esenzioni fiscali, costituite col credito d'imposta, fino al massino del
regime di aiuti.

“Non ti do contributi ma ti esento fino al massimo del regime di aiuti, dalle
imposte”. Abbiamo la capacità di fare scelte strategiche di questa natura? Che
possiamo fare? Abbiamo la necessità di semplificare la nostra legislazione e dire:
“Da una parte il de minimis dove diamo il massimo di contributi possibile per la
micro impresa, ma anche ottenendo per tutti i paesi che si stanno spopolando
l'applicazione della legge nazionale sulla montagna che li defiscalizza
completamente, dall’altra trasformiamo tutto il sistema delle incentivazioni
semplificato in credito d’imposta, in esenzione!
Abbiamo questo coraggio? Abbiamo il coraggio di ragionare così e di fare
scelte chiare, semplici e definitive? Io vorrei lavorare su questo versante.
Ennesimo esempio. Quando si parla delle politiche del credito noi abbiamo,
certo accumulato un bagaglio di risorse e di possibilità, ma ancora non sono fatti, non
sono ancora fatti. Abbiamo la forza nel prossimo collegato, se vogliamo farlo nel
collegato, per far sì, la SFIRS o chi altro, riesca a far sì che tutto il microcredito sia di
facilissima gestione? Abbiamo la forza di far muovere i 230 milioni? Non basta
l’ordine dato alla SFIRS, ci vuole un impulso politico fortissimo su questi temi che

condizioni le banche, le quali hanno provato a prenderci in giro nella conferenza sul
credito. Io credo che se noi arriviamo a comprendere che il governo nazionale non ha
più le risorse per finanziare nulla, nulla, e che inevitabilmente sarà costretto a
un’organizzazione dei poteri diversa da quella che ha, se capiamo questo, domando
all'opposizione: “La finiamo di stare due mesi a discutere mozioni e facciamo leggi
che aumentino i nostri poteri e le nostre finanze?” Abbiamo il coraggio di approvare
leggi che esprimano un bisogno di poteri maggiori sulle tariffe? Cito un esempio.
Ha la forza questo Consiglio regionale di mettere su l’Agenzia regionale
dell'energia che se l'avessimo avuta oggi avrebbe messo il Presidente della Regione
in condizioni diverse nella trattativa con L’Alcoa? Ci sono in altre Regioni che hanno
la loro agenzia. Abbiamo questa forza? Scriviamo dieci punti-forza in cui noi
diciamo: “La Sardegna cambia passo ed è questo!” Liberiamo le risorse che sono
bloccate, usiamole per il welfare nella transizione e diciamo al governo: “Dacci i
soldi, non darli all’Alcoa, dalli a noi e convertiamo le aree!” Abbiamo questa forza di
essere uniti? Io sono convinto, signor Presidente, faccio parte della sua maggioranza,
che per noi valga un graffito che io ho sempre in testa che c'è nel carcere

dell'inquisizione di Palermo, scritto da un prigioniero: “Pane, pazienza e tempo”.
La pazienza è finita, non la nostra, quella degli altri; il tempo si sta esaurendo
e il pane scarseggia. Noi abbiamo bisogno di un cambio di passo. Non lei, noi
insieme a lei, tutti, tutti! C'è bisogno di un intervento rapido sulla scuola, c'è bisogno
di un intervento rapido sul territorio, c'è bisogno di una capacità di decisione che non
c'è! Ciò che ha detto l'onorevole Vargiu è vero!
Non c'è. E noi domani nello sciopero generale, anche se qualcuno di noi
andrà a marciare, tutti noi, colleghi dell'opposizione, tutti noi, noi veniamo percepiti
come controparte di quello sciopero! Perché? Perché facciamo analisi e non
produciamo decisioni comprensibili, chiare, importanti.
Scusate il tono ma io sto vivendo una crisi morale nell'esercizio di questa
funzione perché mi ammazzo di lavoro e non riesco a capire perché non riusciamo a
trasformare questa realtà e ci abbandoniamo a un'agonia! Io non voglio agonizzare e
penso che sia necessario uno scatto di coraggio, di competenza!
Si tolga di torno, signor Presidente, tutti quelli che non sanno fare, se li tolga
fuori!. Perché la loro incompetenza la paghiamo tutti noi!

Io la difenderò in quest'aula in qualsiasi modo, non le mancheranno i voti dei
consiglieri regionali, ma chi non sa fare, nell'amministrazione, in tutti i livelli, fuori!
Fuori! Perché abbiamo bisogno di competenze, di forze, lei deve negoziare con lo
Stato il patto di stabilità e il resto, il fisco, con un'attrezzatura burocratica fortissima
che oggi non c'è!




permalink | inviato da gianmichelenonne il 7/2/2010 alle 12:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



23 gennaio 2010

La NUova: Dorgali. Sa Codina, scoppia la polemica «Ma questo è solo uno scempio» Dorgali. Minoranza all’attacco sui lavori nella piazza

Dorgali. Sa Codina, scoppia la polemica «Ma questo è solo uno scempio»

Dorgali. Minoranza all’attacco sui lavori nella piazza

NINO MUGGIANU

DORGALI. Nuova interrogazione del consigliere di minoranza Gian Michele Nonne. Questa volta l’interpellanza riguarda il progetto di rifacimento di piazza Sa Codina. «Premesso che l’arredo urbano deve essere uno dei punti qualificanti di qualsiasi amministrazione, ed in particolare della nostra comunità che dovrebbe essere votata al turismo, e considerato che - scrive Nonne - in commissione urbanistica si pensava di fare in piazza Sa Codina un intervento importante, dal punto di vista della riqualificazione urbana. Opera che avrebbe avuto un importante numero di parcheggi, sia per auto, sia per autobus, e che tuttavia avrebbe consentito alla piazza di rimanere tale».
«Che le costruzioni prospicienti la piazza - continua ancora l’interrogazione di Nonne -, nello specifico casa Useli e casa Sagheddu, vennero edificate quando la quota stradale era nettamente più alta, in quanto era stato edificato un muro di contenimento a sostegno del terrapieno, che rendeva Sa Codina una piazza pressoché pianeggiante».
«A cavallo degli anni Settanta, Ottanta - aggiunge Nonne - per creare uno spazio apposito per i pullman, venne asportato il terrapieno, realizzando lo spazio amorfo che tutti conosciamo. Che il dislivello presente nella piazza poteva essere sfruttato per realizzare un parcheggio seminterrato, con una sorta di piano pilotì, che avrebbe consentito di realizzare la prima ed unica piazza di Dorgali, e contestualmente di poter realizzare un congruo numero di parcheggi da utilizzare durante le manifestazioni che si tengono lungo tutto l’arco dell’anno nel nostro paese».
«Idea progettuale che a quanto pare è stata accantonata, per realizzare un’opera insoddisfacente, che non risponde alle esigenze della nostra comunità, determinando l’ennesimo scempio al pari di quello realizzato a piazza Santa Lucia e a Piazza Su Cucuru».
Per tutte queste motivazioni l’esponente di minoranza chiede al sindaco «come mai le intenzioni della commissione non siano state minimamente prese in considerazione. Come mai la fase progettuale non sia stata preceduta da un bando di idee, infatti tale procedura determina l’ennesimo intervento mediocre nelle nostre piazze. Questa modalità di selezione avrebbe permesso ai tanti giovani geometri, ingegneri ed architetti di mettersi in discussione in una competizione che avrebbe dato sicuramente risultati migliori». E E infine: «Come mai, il progetto abbia avuto come idea di fondo la macchina e conseguentemente il traffico, invece che l’uomo ed in particolar modo i bambini, che d’ora in poi non potranno più giocare a pallone o girare liberamente in bicicletta, grazie al dedalo di parcheggi e cordonate di cemento in fase di realizzazione».




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